Cosa dicono di Lei...


Visita alla “Casa studio”

di Bruno Pitzalis


L´incontro con Dina è stata una sorpresa emozionante come emozionante è stato visitare la sua “casa studio”, rovistare tra le sue cose, fra le numerose tele non finite ma che già esprimono il concetto, l´idea, l´emozione che dovranno trasmettere, benché esse appaiano dimenticate perché impolverate e accostate ca­sualmente ai muri.

Così, nell´inevitabile apparente disordine della casa, si capisce che niente è casuale, si capisce che Dina non è un´artista per caso ma un´artista che ha nei cromosomi la pittura e la scultura unita a una generosità d´animo e a uno slancio emotivo ormai desu­eto.

Molti suoi quadri nascono di getto da un´idea e così, come una tessitrice, Dina imbastisce l´ordito della sua tela e poi ci ricama sopra, tracciando ora linee flessuose che si dipartono da uno o più punti della tela per poi incrociarsi con altre a formare ora un disegno quasi geometrico e astratto che può restare fine a se stesso, tal´altra, solo guidato, lo sguardo, dopo attenta osserva­zione intravede figure di vario tipo, animali di terra, uccelli, figure umane; altre volte al contrario, l´immagine centrale è talmente viva che le  linee tracciate intorno sembra che  vogliano

trattenerla all´interno del quadro piuttosto che farla fuoriuscire dalla tela, affinchè possa apprezzarla veramente solo chi riesce a penetrare all´interno di questa amorevole costruzione aerea in­torno all´immagine.

Si capisce che Dina è un´artista d´avanguardia, una sperimen­tatrice appassionata di colori e forme, ma la sua non è follia creativa, ma solida creatività inferiore unita a solide radici nei sentimenti veri.

Lo si capisce guardando i suoi “amanti” le sue “maternità” le sue “famiglie” i suoi “nudi”, i suoi “bambini”, i suoi “Cristi” e i suoi “cavalli”, in ciascuno evoca un´emozione forte, ora la gioia di vivere, ora la malinconia, la tristezza, ora l´amore carnale, ora l´amore all´interno della famiglia e infine la reli­giosità.

Non manca nelle sue tele il forte legame con la sua terra testi­moniato da dipinti in cui i personaggi sono vestiti con gli abiti della tradizione, oppure sono intenti a svolgere attività domesti­che di giuoco o lavorative proprie della sua infanzia.

Il comune denominatore di tanta prolissa creatività sembra sfug­

gire se si guarda all´enorme mole di tele e totalmente si smar­risce se si considerano anche le sculture, prevalentemente in ter­racotta, di soggetti siano essi bambini o adulti che appartengono al tempo eterno della poesia.

Tutto ciò che la circonda è opera delle sue mani, della sua testa, del suo cuore, del suo impeto vitale, delle sue cellule vibranti, sino all´ultima, al ritmo segreto che la spinge, in magica asso­nanza con ciò che la circonda, a dar vita alle sue opere.

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