Cosa dicono di Lei...


Dina Pala nell´arte

di Eliseo Lilliu


Conosco Dina da sempre.
La ricordo quando preparava il presepe nella chiesa di S. Pietro, allora unica parrocchia della cittadina campi­danese.
I personaggi semplici ma convincenti, che preparava con la cre­ta, a me allora bambino trasportavano sognando nella notte Santa di Betlemme.

La ricordo quando a mò di gioco dipingeva nella sua casa pater­na, per rendere visibili le gesta fantastiche che i personaggi epici operavano.
Rammento che ancora giovanissima dipin­geva gli scenari del palco del teatro parrocchiale, scenari semplici e di un natura­lismo trasognato.
In un´epoca in cui i giocattoli e le bambole potevano permet­tersele solo le perso­ne agiate, ella sentiva il desiderio di costruirsi gli oggetti del suo gioco e delle sue fantasie.

Voleva divenire collaboratrice del Creatore.
Dava così forma al fango-creta, al legno e ai suoi disegni e di­pinti. Fantasticava creando. Chi la conosceva vedendo il suo talento, il suo entusiasmo e le sue doti naturali, la incorag­giava a creare artisticamente.

Per tanti anni ho vissuto fuori Terralba. Quando l´ho rivista era già un´artista matu­ra che esponeva in varie città. Ho in me im­pressa una mostra a Cagliari dove ho avuto modo di apprezzare e tornare a sognare.

La sua arte era, per certi aspetti, legata al classicismo, ma con una personalità propria e una musicalità dalle forme impres­sionanti.
Dina è come lo champagne, sempre frizzante, sprigiona dalla sua fantasia un fuoco d´arti­ficio di colori. Gioca con le sue forme sempre nuove.

Anche ora nella maturità dell´età e nel pieno della sua forza ar­tistica ella è sempre l´eterna bambina che conoscevo nel pas­sato, capace di stupirsi e di stupire.
Coglie la semplicità e la bellezza della natura e della vita.

L´armonia del creato illumina la sua mente e il suo cuore, im­primendo nelle sue opere una dolce sconvolgente poesia.
La sua personalità potrebbe definirsi france­scana: capace di meditare, penetrare la fisicità delle creature, e poi far sognare ad occhi aperti.

Nelle opere della maturità, da alcuni esperti chiamata del flut­tuismo, s´intravede la capa­cità di calarsi dentro l´anima della vi­ta. Ella ha una propria filosofia delle forme e dà la vita all´in­forme. È una farfalla, che leggera vola di colore in colore, dando alle sue opere il suo calore.

Tutto la entusiasma, la colpisce, la interessa; la fa vibrare come una cetra al vento e la eccita alla ricerca del meglio. Il Creatore ha fatto dono a quest´artista dei cromosomi dell´arte pura.
Lei spazia su tutto, dalla mitologia alla figura sacra, dal figu­rativo all´astratto; tutto crea, compone e scompone.

Ma in particolare ciò che più ha a cuore è il corpo umano, che studia con passione quasi da chirurgo e allo stesso tempo da an­tropologo. Dio ha creato l´uomo come la realtà più bella per cui può dire “è cosa bella assai”. Dina è la maga che fa volare i personaggi, togliendo peso alle forme.

Il nudo umano, creato nelle sue opere, non è mai volgare, gli abbracci, i baci sono casti e naturali: tutto è mondo e puro e anche quando utilizza la creta o altro materiale tende ad elevare, trasognare, stupire.

Ogni azione del­l´uomo è idealizzata, trasformata, innalzata, in collaborazione alla volontà del Creatore che volle Adamo come braccio destro per mi­gliorare il mondo.

La ceramica è rimasta sempre una sua pas­sione. Il modellare e plasmare la creta con le proprie mani la rende vicina al Model­latore dell´ uomo.

Il corpo umano l´affascina e la tra­scina e poiché non ha mai partorito un figlio di carne lo fa nascere dall´humus. Tutte le fasi dell´età delle sue creature sono da ammirare, tutte sono per lei affascinanti e da rappresenta­re: teneri i fanciulli, belli i giovani, affascinanti gli adulti, amabili i vecchi.
In ogni posizione sono perfetti in ogni espressione interessanti.

Dina è l´artista della creta. È come se Dio, dopo millenni di asso­pimento, abbia svegliato un´altra terralbese per dare compi­mento a ciò che gli antichi avi (nannais) di cultura di San Ciriaco e di Ozieri non erano riusciti nei loro sogni artistici.

Certo è che la Pala ha superato ogni realtà e crea dei veri capo­lavori.

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