Cosa dicono di Lei...


Nell´intimo dell´artista

di Annarella Casu


Bizzarra e schiva, così serena come in tempesta vai al galoppo anzichè al trotto.
Se cadi ridi e come i bimbi ci riprovi ... umana e viscerale esplodi di gioia come di rabbia, per poi ancora, alla successiva occa­sione, servirci in un altro generoso piatto di ardenti braci fino ad allora sepolte da apparenti ed inermi ceneri.

Sono infatti questi i tuoi perfetti ingredienti per bene difenderti dai reali potenziali aggressori, ma non risparmi certo quelli pres­socché remotamente reali o tuttalpiù solo blandamente poten­ziali nel tuo infantile immaginario.

Il tuo maremoto ha da sempre guidato la tua ferma mano sotto l´inesorabile forza dei rossi più caldi, tra ombre e penombre di carminio accese, tra madri che nutrono e bimbi che succhiano, tra carri che instancabilmente trainano e cavalli che impennano.

Dalle tue tele, pullula il gorgheggiar dell´esilirante vino, di quello fortemente rubro, di quello che bolle e ribolle ... e se tu, osser­vatore attento protendi anche l´udito, sentirai tra i rossi amanti il fermento della vita, di quella che c´è col suo respiro e di quella che da essa ancora verrà.

Tra i cigolanti carri sentirai invece il moto del gran lavoro sulla rossa fertile terra, instancabilmente generosa, fedelmente dispen­satrice di quel piccolo, grande seme che da sempre si schiude, che ha in sé il senso del tutto, che sempre si impone con veemente forza, che racchiude per noi il fragrante frutto dei dolci olezzi nonché di antichi sapori di Maggio che puntualmente, inebriano tutta la tua casa, tra disordini d´artista e odori di colori, “tra un gatto alla finestra che rinuncia alla minestra per sentire ogni mattina quell´odor di trementina”.

Lo scopo e il risultato insieme, di quel soffermar lo sguardo e pro­tender l´udito nient´altro è che il rapimento artistico che ciascu­no di noi deve provare: occasione fra le poche di catarsi medita­tiva.

La magia però sa continuare perché in quelle tele ci sei tu, semplicemente tu, inesorabilmente schietta, prepotentemente fertile nelle idee, al galoppo verso nuove avventure artistiche, per subito trasferire sui colori accesi la calda passione dei tuoi contrasti ... e i contrasti della tua passione.

Esprimi forza anche se “creatura” da proteggere  e l´arte  nel  tuo

caldo cuore come nelle tue calde mani più che mai ti rendono vul­nerabile ... è il momento dunque in cui il rosso più che mai ti appartiene ... sebbene le nuove policrome tele, maggiormente ti gratificano in questa fase di vita.

Tu ami il nuovo e lo cerchi, ami la vita che cambia con tutto ciò che scorre, sei curiosa come il gatto.

Ai tuoi nuovi fluttuanti veli non neghi una veloce sferzata di rubra tinta, maestra insieme a te nel delineare decisi tratti, nel­l´affermare decisi ruoli, nell´imporre i dominanti caratteri.

A tratti acerba e a tratti matura, ma unicamente tu, entri nel­l´anima di chi ti vuole amare e così come i tuoi volti sono pro­fondi e malinconici, così pure sono i tuoi ritratti della vita: di­pingi aprendo una finestra da un privilegiato punto, il tuo, dal quale solo tu sai guardare e poi magicamente a noi ritrasmettere.

Dalla tua finestra i piccoli scorci aprono a grandi spazi dove in­sieme armonizzano, cuore, razio e contemplazione.

C´è il  vero e  c´è il  sogno, c´è il nuovo e c´è il vecchio ... e  al so­

praggiungere della magia che rapisce come dono al tuo osserva­tore, tu piccolo uomo che in questa minima dimensione, riesci a comunicare e ti riappacifichi col mondo.

Così adesso tu, ci fai amare e maggiormente capire i chiaro-oscuri di questa seducente vita che un pò ci ammalia e un pò ci gioca, ci fai dono di cogliere l´occasione per rapportarci col mondo, rientrare poi nel più vero di noi stessi e annullare l´in­colmabile atavica distanza tra il soggetto e l´oggetto, pena uma­na di tutti i tempi...

Ordunque grazie, per la tua semplicità e per il vero che è in te, grazie per i temi che improvvisi tra pennelli per casa sparsi ... alcuni secchi ed usurati .... altri di fresco appena usati, tra un tocco maestro e un ritocco nervoso, tra una fragorosa risata ad un´amica appena apostrofata e una burrascosa sfuriata, contro un paio dei tuoi persi occhiali, a pienissimi polmoni espirata ...
Grazie soprattutto per quelli che concludi in un´indicibile disor­dine solo peggiorato ma quanto mai da me con passione e sim­patia raccontato.

Adesso infatti è il miglior scenario:  il tuo, quello vivente in cui  si

aprono immagini di tubetti aperti e immagini di barattoli arrug­giniti di latta con vivaci stampe di vermigli pomi occupati ora da tanti pennelli ed acqua .... ma che un tempo .... esalavano di fra­granti sughi ormai già conditi e mangiati.
Tutto ciò dunque, intorno a te parla del tuo mondo vero e questo piace all´osservatore.

Più c´è caos e più il tuo cervello crea, “quei fattori di disturbo alla concentrazione” che dissolverebbero l´estro a qualunque comu­ne mortale, a te, unicamente a te, fa elevare un mirabile ponte fra il SUBLIME e la tua mano rendendo un Grazie al nostro Dio, spero anche a nome di tutti noi, per la grande fatica al suo creato.

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